La la land

Sabato 3 giugno ore 21.15lalaland
Domenica 4 giugno ore 17.30 – 21.15

di Damien Chazelle
con Ryan Gosling, Emma Stone

Commedia Drammatico Musicale (127 min)
di Damien Chazelle
con Ryan Gosling, Emma Stone, J.K. Simmons, John Legend, Finn Wittrock, Rosemarie DeWitt, Jason Fuchs, Sonoya Mizuno, Meagen Fay, Hemky Madera, Dempsey Pappion, Josh Pence, Callie Hernandez, Jessica Rothe, ZoÎ Hall, Jordan Ray Fox, Anna Chazelle, Claudine Claudio, Olivia Hamilton

L’intensa e burrascosa storia d’amore tra un’attrice e un musicista che si sono appena trasferiti a Los Angeles in cerca di fortuna. Mia è un’aspirante attrice che, tra un provino e l’altro, serve cappuccini alle star del cinema. Sebastian è un musicista jazz che sbarca il lunario suonando nei piano bar. Dopo alcuni incontri casuali, fra Mia e Sebastian esplode una travolgente passione nutrita dalla condivisione di aspirazioni comuni, da sogni intrecciati e da una complicità fatta di incoraggiamento e sostegno reciproco. Ma quando iniziano ad arrivare i primi successi, i due si dovranno confrontare con delle scelte che metteranno in discussione il loro rapporto. La minaccia più grande sarà rappresentata proprio dai sogni che condividono e dalle loro ambizioni professionali.

 ‘La La Land’ è una commedia romantica dolce amara (viene in mente un Woody Allen senza le gag) che si immerge leggiadra nelle acque del musical, avvolgendosi su sei motivi che rappresentano passaggi chiave della vicenda: per cui questo terzo film di Damien Chazelle (…) si può anche raccontare attraverso le canzoni composte da Justin Hurwitz – compagno d’università e collaboratore fisso del regista – e scritte dai parolieri Benj Pasek e Justin Paul. Un quartetto di magnifici trentenni che, lavorando sulla stessa lunghezza d’onda, hanno intessuto una partitura di immagini e suoni con sensibilità drammaturgica, giocando in bilico fra stilizzazione e realismo e permettendo ai deliziosi Emma Stone e Ryan Gosling – che, pur preparatisi per mesi, non sono né ballerini né cantanti – di interpretare i numeri musicali in funzione degli stati d’animo dei personaggi, da veri attori quali sono. (…) Qua e là trapela qualche immaturità di regia, ma la struggente nostalgia di passato che accomuna personaggi e autore si traduce in energia creativa con uno slancio emozionale che contagia e conquista. (La Stampa)

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