Gli sdraiati

Sabato 13 gennaio 21.15sdraiati
Domenica 14 gennaio 16.30 – 21.15

di: Francesca Archibugi
con: Claudio Bisio, Gaddo Bacchini, Antonia Truppo

Commedia (103 min.)

di: Francesca Archibugi
con: Claudio Bisio, Gaddo Bacchini, Antonia Truppo, Cochi Ponzoni,  Gigio Alberti, Barbara Ronchi, Chiara Chiarelli, Federica Fracassi, Sandra Ceccarelli, Gianluigi Fogacci

Dopo la separazione, anni fa, Giorgio Selva ha ottenuto l’affido condiviso e si occupa per metà tempo del figlio Tito, di diciassette anni. E’ un uomo realizzato, avrebbe una vita appagante, ma insieme all’adolescenza di Tito è scoppiata una guerra quotidiana. Tito ha una banda di amici, tutti maschi, troppo lunghi, troppo grassi, troppo magri, spaccano rovesciano inzaccherano mentono fuggono puzzano. Stanno sempre appiccicati, da scuola al divano, dal divano a scuola, fino a che non irrompe Alice. La nuova compagna di classe, occhi azzurri e torvi, parla poco, non sorride mai. Tito si innamora. (…) Alice e Tito si instaura un legame vero, esclusivo, la prima intimità  psichica e fisica. Giorgio attraversa le sue giornate abitato da fantasmi, sensi di colpa, ma il destino ha scarti imprevedibili, sembra che stia lì¬ a insegnare a padre e figlio come scambiarsi la fatica di diventare adulti e la fatica di invecchiare.

 

Un faticoso confronto quotidiano in cui l’ira, spesso repressa, sbotta immotivata, in cui il limite della pazienza è sempre lì per essere superato, in cui l’affetto è vigile, mai assente. Nel ritratto di un padre e di un figlio d’oggi dipinto da Francesca Archibugi ne   «Gli Sdraiati» (…) non ci sono né odi né tragedie insanabili. C’è, invece, più di tutto, e grazie all’interpretazione di Claudio Bisio nei panni del genitore, il senso di un cambiamento epocale, lo spaesamento malinconico di chi ha perso i codici della comunicazione (…) Bisio ha costruito un personaggio che esce dai suoi registri abituali e arriva dritto al cuore del problema. Nelle sue domande senza risposte, nel suo pedinare il disordine filiale, nell’impossibilità  di capire perché sia tanto difficile per Tito seguire semplici norme di convivenza, c’è il declino inquieto di un’intera generazione di padri. Alla ricerca, forse, di un modello educativo nuovo, che non è ancora stato scoperto e che , nel frattempo, produce vuoti e sensi di colpa. (La Stampa)

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